In genere viene effettuata un valutazione iniziale, della durata di due, tre incontri che prevedono colloqui ed alcuni questionari per identificare le aree problematiche su cui si andrà a lavorare. Al termine della valutazione viene fatta una proposta di intervento per la risoluzione delle difficoltà rilevate, con un indicazione delle tempistiche del percorso che la persona sceglierà se intraprendere.

MODELLO DI RIFERIMENTO

La modalità di intervento da me utilizzata è quella cognitivo-comportamentale, metodologia che sta assumendo il ruolo di trattamento psicologico d’elezione per la stragrande maggioranza dei problemi emotivi e comportamentali grazie alla sua efficacia scientificamente riconosciuta.

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) è infatti attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici.

Non è l’evento in sé, ma la sua interpretazione a determinare il modo in cui lo viviamo, in termini di pensieri, emozioni, comportamenti. Agendo quindi attivamente sui pensieri e sui comportamenti attuali, possiamo risolvere, in tempi brevi, anche forti disagi psicologici.

L’intervento cognitivo-comportamentale combina due approcci estremamente efficaci:

  • l’approccio comportamentale  aiuta a modificare i comportamenti disfunzionali che la persona mette in atto mediante l’apprendimento di modalità di risposta, nuove strategie che vanno a sostituire precedenti strategie errate o la mancanza di strategie, l’esposizione graduale alle situazioni temute e il fronteggiamento attivo degli stati di disagio.
  • l’approccio cognitivo  è utile ad individuare i pensieri ricorrenti irrealistici, gli schemi fissi di ragionamento disfunzionali che hanno come conseguenza emozioni negative o disagio psicologico, e correggerli in modo realistico e più funzionale al benessere.

Caratteristiche dell’intervento cognitivo-comportamentale:

A breve termine. L’intervento cognitivo-comportamentale è a breve termine. La durata dell’intervento varia di solito dai tre ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza generalmente settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall’uso integrato dell’intervento cognitivo-comportamentale, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.

Centrato sul “qui ed ora”.  L’intervento cognitivo-comportamentale si focalizza prevalentemente sul presente cioè si orienta alla soluzione dei problemi attuali. E’ volto ad attivare le risorse della persona, e a trasferire  valide strategie che possano essere utili a gestire le attuali difficoltà.

Pratico e concreto. Lo scopo dell’intervento si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, la gestione dell’ansia, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione o l’eliminazione dei rituali compulsivi o dei comportamenti alimentari patologici, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e la capacità di far fronte a situazioni che solitamente creano disagio.

Collaborativo.  Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi. La psicoterapia cognitivo comportamentale è, infatti, una psicoterapia breve basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell’identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi.

Attivo. Il paziente mette in atto le strategie apprese in terapia, e in caso di difficoltà paziente e terapeuta ne discutono per trovare una soluzione, sotto la guida del professionista. Il paziente potrà scoprire di aver trascurato possibili soluzioni alle situazioni problematiche. Il terapeuta aiuterà il paziente a capire come poter modificare abitudini di pensiero disfunzionali e le relative reazioni emotive e comportamentali che sono causa di sofferenza.

Orientato allo scopo. Il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.

Scientificamente fondato.  È stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico. E’ stato dimostrato che l’intervento cognitivo-comportamentale è efficace almeno quanto gli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute.

NELLA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE SI UTILIZZANO:

Ristrutturazione Cognitiva

Nel corso della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale la persona viene aiutata a prendere consapevolezza dei circoli viziosi che mantengono e aggravano la malattia e a liberarsene gradualmente attraverso la riattivarsi del comportamento e l’acquisizione di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali.

Tecniche di Rilassamento

  • Rilassamento Muscolare Progressivodi Jacobson
  • Training Autogeno

Esposizione Graduale

Utilizzata per superare le proprie paurein modo graduale e guidato, permettendo al soggetto di affronatre la situazione problematica, passo dopo passo, fino alla scomparsa del disagio.

Desensibilizzazione Sistematica

Questa tecnica è utile insieme al Rilassamento per sconfiggere le proprie fobie, attraverso la creazione di una gerarchia di stimoli ai quali il soggetto viene esposto, in modo graduale.

Esposizione con prevenzione della risposta.

Nel disturbo ossessivo compulsivo la tecnica elettiva nel trattamento è l’Esposizione combinata con la Prevenzione della Risposta. L’esposizione (nelle sue diverse varianti: esposizione graduale o prolungata; per immagini o in vivo) consiste nel mettere un soggetto in contatto con uno stimolo o situazione che elicita disagio per un lasso di tempo maggiore a quello che il soggetto normalmente tollera.

La sperimentazione dell’ansia è negli obiettivi della tecnica; il paziente viene però aiutato sia graduando l’esposizione e sia attraverso interventi preventivi che motivano e riducono la minacciosità del contatto.

La prevenzione della risposta consiste nel bloccare i comportamenti sintomatici normalmente messi in atto dal paziente dopo il contatto con la situazione temuta. Il comportamento viene bloccato per un tempo maggiore rispetto quello in cui il paziente è “naturalmente” capace di procastinare la risposta.

Training di Assertività

Percorso per migliorare il proprio stile di comunicazione, e di conseguenza anche le relazioni personali e lavorative.